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  • Benvenuti nella pagina "L'origine dell'accumulo delle risorse" di Giovanni Chifelio
  • -Storia dei cereali e cambiamento di civiltà umana -
  • Lunedì 8 dicembre 2008.
  •    Già da molto tempo mi frullava in capo l'idea che la scoperta delle potenzialità dei cerali e dell'uso che se ne poteva fare, avessero dato una svolta alla nostra storia della civiltà. Mi rigiravo questo pensiero come un tarlo, non sapendo bene come pigliare lo spunto per elaborare questo concetto di cambiamento epocale nella civiltà umana. Poi, da un po' di tempo a questa parte, sembra che questa stessa idea appaia ovunque: romanzi, siti web. Sembra arrivata l'ora di approfondire questo concetto che ha trasformato l'uomo da cacciatore-raccoglitore, soggetto ai capricci della natura, in uomo "accumulatore di risorse", rendendolo soggetto ai capricci di altri uomini.
       L'illuminista (qualcuno potrebbe preferire "Illuminato") Jean Jaques Rousseau disse che "Nel periodo neolitico l'uomo ha fatto già la maggior parte delle invenzioni per procurarsi la sua sicurezza". "L'esempio dei selvaggi, quasi tutti trovati a questo punto, sembra confermare che il genere umano era fatto per restarci sempre".[1] Tutto il resto che è venuto dopo non sarebbe che spazzatura. Dalle macchine ai moderni computer, sarebbe tutto solo zavorra inutile ad una civiltà sull'orlo del baratro economico e morale.
  •    Chiunque rifletta "ingenuamente" sul termine "economia", e, se non ricordo male qualche nativo americano l'ha fatto ed è arrivato a quello che sto per dire, concorderà che tutta la massa di attività che possono essere raggruppate sotto questo concetto, serve, o meglio, dovrebbe servire a fare stare meglio l'essere umano, non, viceversa a sopraffarlo e renderlo schiavo del sistema, come invece sta succedendo a tutti noi.
       Dunque l'economia dovrebbe essere una attività volta al sostentamento dell'essere umano: provvederlo dell'acqua e del cibo per nutrirlo, di un riparo e dell'abbigliamento per proteggerlo dalle intemperie, eccetera. Quando tutti gli esseri umani, compresi i deboli che non possono provvedere a tutto questo da soli, fossero in questo modo "sostentati", l'economia avrebbe esaurito il suo scopo. Invece, millenni e millenni di economia sempre più complessa ed assurda, non hanno mai raggiunto lo scopo prefissato per tutti gli uomini. Rimane una grossa sacca di sprovvisti (qualcuno preferirebbe chiamarli "sprovveduti" che è dispregiativo verso chi non ha, e rafforza l'idea che il sistema economico sia "giusto", cioè premia chi si dà da fare) nonostante si sia dato fondo alle risorse del pianeta al di là, molto oltre il fabbisogno totale degli individui.
       D'altro canto esiste una piccolissima parte di umanità che "possiede" molto più del necessario, compreso il potere per dominare tutti gli altri sfortunati.
       Cosa è successo a quel punto della storia dell'umanità che ha portato un cambiamento radicale al gruppo di cacciatori-raccoglitori, capaci di trarre il necessario dalla natura, provvedendo al loro gruppo, sicuramente composto anche di "incapaci" economicamente, ma che non lo erano stati sempre o non lo sarebbero stati sempre, vale a dire bambini ed anziani? Quel cambiamento radicale, sicuramente presentato dai suoi sostenitori come un progresso, un affrancamento dalla natura, madre matrigna, che ha finito per rendere gli uomini schiavi dell'economia stessa, cosa significava e cosa comportava?
       Qualcuno ha ad un certo punto scoperto che i cereali, invece di mangiarli verdi, si potevan seccare e conservare per l'inverno, quando la neve copriva il terreno ed era più difficile procurarsi il cibo.
       Fin qui tutto bene. Non c'è nulla di male ad assicurare la sopravvivenza del gruppo nei periodi difficili. Questa capacità ha permesso la colonizzazione di zone fredde, dove l'inverno era gelido.
       Il guaio è, che accanto all'idea di accumulo, parallelamente si sviluppava l'idea della ricchezza. Qualcuno deve aver pensato che poteva accumulare più cereali dei suoi vicini, acquistando così potere su di essi. E questa è una idea malvagia in se'.
       L'idea dell'accumulo dei cereali e l'idea del "denaro" sono tutt'uno. Non ci sarebbe niente di male se l'idea del denaro non comportasse il dominio dell'uomo sull'uomo.
       Fino a che l'economia era una attività destinata a procacciare merci deperibili, che dovevano consumarsi subito, le disuguaglianze sociali erano irrisorie: ognuno poteva prendere per se' solo ciò di cui aveva bisogno per davvero, solo ciò che poteva consumare subito, mangiare. Non c'era interesse ad avere di più del proprio vicino, dato che i loro stomaci erano di grandezza simile...ma se le risorse si possono accumulare...l'idea del denaro e dell'accumulo sono praticamente la stessa identica cosa. Parallelamente all'accumulo di granaglie è sorta l'idea del titolo di credito, basato sul grano depositato nei silos. Creato il titolo di credito è sorta l'idea del prestito ad interesse. C'è soltanto un piccolo neo in questa idea geniale: se emettiamo titolo di credito corrispondente al grano depositato, dove prendiamo il grano per pagare gli interessi?
       Lì l'uomo diventa schiavo, ipotecando il suo futuro e i futuri raccolti, inserendosi in una spirale senza uscita, dove è sempre in debito con coloro che gestiscono i depositi, gli accumuli, siano questi in grano, segale, oro, carta moneta o credito virtuale, semplici scritte su un computer.
        "Io consiglierei guardare alla storia, anche a quella antica. Per capire il sistema bancario corrente bisogna rifarsi ai Babilonesi .. eh si, le nostre banche le hanno inventate in Iraq![2]
    Nel 18esimo secolo AC, a Babilonia c'e' stata la prima crisi creditizia di cui si abbia traccia. Allora i contadini depositavano grano in silos governativi e ottenevano certificati di deposito in compenso. Questi certificati poi sono diventati moneta di scambio per tutto il resto. Coloro che gestivano i certificati si sono poi tramutati in banchieri e hanno cominciato a prestare con interessi, usando un sistema di riserva frazionaria.
       Il problema e' che si e'arrivati dopo un po' di tempo a una situazione in cui l'ammontare di debito superava il grano disponibile. Allora re Rim-Sin decise di decretare il perdono dei debiti. Il suo motivo era militare: nell'esercito lui arruolava solo contadini possidenti terrieri, non schiavi. Non voleva quindi rovinarli tutti e costringerli a vendersi. I banchieri cosi' fallirono. Le crisi creditizie in Iraq poi continuarono a ripetersi, seguiti da perdoni periodici, eccetto che i tassi di interesse si innalzarono.
       I banchieri irakeni non la mandarono giù facilmente e se ne andarono a cercar fortuna in Egitto. Lì ripeterono lo stesso trucco e dominarono per 1500 anni con molte dinastie di faraoni, fino alla venuta di Alessandro il Macedone. La storia si trova addirittura raccontata nella Bibbia. Un certo Giuseppe che lavorava per il faraone gestiva i silos e creò una crisi creditizia simile a quella Irakena.
       Eccetto che la conclusione questa volta fu diversa: alla fine, i contadini dovettero vendersi come schiavi per poter mangiare.
       Quando io ho studiato Cicerone e le filippiche contro Catilina, mi ero convinta che Catilina fosse questo sciagurato traditore. Una cosa che pero' mi era sfuggita completamente, forse perche' non me lo avevano detto, e' che a quei tempi, attorno al 60 AC , a Roma c'era una crisi creditizia. Le famiglie patrizie avevano preso molti soldi in prestito offrendo le proprie case e possedimenti agricoli come collaterale.
       L'ammontare del debito accumulato poi e' arrivato a superare di gran lunga l'ammontare di denaro circolante, a causa ovviamente della crescita esponenziale dovuta agli interessi. Cosi' Catilina si presentò alle elezioni sostenendo un programma di perdono del debito.
       I banchieri romani erano ovviamente di origine babilonese-egiziana-greca e lui diceva, beh facciamo un bel perdono come a Bagdad e salviamo la repubblica. Ovviamente questo ai banchieri non piaceva affatto. Cosi' e' venuto l'impero, i patrizi dovettero vendersi come schiavi, e riscrissero la storia.
       Poi vennero i rinascimentali, con la ricerca della pietra filosofale che trasforma piombo in oro... La pietra filosofale era nient'altro che la stampa di moneta. I Medici lo capirono e si arricchirono. Eccetto che poi regnanti stranieri li misero sul lastrico, rubandogli effettivamente la pietra filosofale e rilegando l'Italia alla provincia culturale per 4-5 secoli.
       Oggi il problema che si e' creato e' molto simile alle crisi creditizie antiche, anche se ovviamente su scala molto piu' grande."
    [3]
       Come si vede dal passo citato di questa breve, sintetica storia del denaro e delle banche, l'idea non è soltanto mia. Anche nel romanzo "Solo pane" di Judi Hendriks leggiamo di questa idea che la storia dei cereali è la storia della civiltà.
       Sicuramente esistono, o sarebbe meglio dire esistevano, modelli culturali economici diversi. Chiunque sia curioso di questo può leggersi un qualsiasi manuale di antropologia culturale o di etnologia. Il problema oggi è che il "nostro" modello culturale economico si è dato un gran da fare nei secoli precedenti, per distruggere tutto ciò che di "alternativo" poteva esistere, in modo che nessuno potesse guardare ad essi come un modello alternativo "valido", perché, stando così le cose, la tentazione di farlo sarebbe forte.
       Ma in fondo, la nostra cultura economica è "vincente" rispetto a questi poveracci.[4]
       Per capire bene tutta questa faccenda di grano, denaro, credito e crisi economiche, che riguardano soltanto noi poveri schiavi, bisogna porsi alcune domande e tentare di dare delle risposte ad esse.
       Farlo può essere pericoloso al punto da rimetterci la vita. Da Gesù Cristo ad Abramo Lincoln a John Ftzgeralg Kennedy, comunque la si pensi su di loro, tutti quanti hanno commesso il peccato di opporsi al sistema economico basato sul denaro. Prosegue la mail citata più sopra:
       "I banchieri, scoperto il 'giochino' redditizio, si sono tramandati le regole del gioco di generazione in generazione nella segretezza 'esoterica' (http://it.wikipedia.org/wiki/Esoterismo) una sorta di 'libretto di istruzioni' con il quale hanno passato indenni i millenni sfruttando il genere umano e manipolando a loro piacimento la storia. Ecco allora svelata la ragione della lucida rabbia di Gesù nel tempio contro i cambiavalute e di quella frase nel padre nostro: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori; oppure il significato dell'anno Sabbatico o del Giubileo che oltre ai debiti spirituali rimettevano anche quelli di denaro; oppure il Corano che bandisce gli interessi come fossero il male assoluto. Ogni religione sa cosa è in grado di fare il debito e per questo lo condanna, anche se con il denaro si è comprato anche il silenzio di chi avrebbe dovuto mettere in guardia da questo potere occulto e distruttore...tutto ha il suo prezzo."[5]
       Ecco spiegata la vera ragione della crocifissione di Gesù Cristo, chiunque Egli fosse, nonostante l'opposizione o lavaggio di mani di Ponzio Pilato, di Erode e così via del sistema "politico" del tempo. Questo sistema economico che ci rende schiavi, non si cambia: il messaggio è chiaro?.
       Abramo Lincoln, per finanziare la guerra di secessione, stampò della cartamoneta in proprio, "statale", "peccato mortale" che ripeterono i Kennedy, ragione per cui furono "messi a morte". Qualcuno spera ancora che la politica ci salverà da questo baratro?
       Dopo tutta la sequela di morti per opposizione ad un sistema collaudato, di cui ho citato soltanto i più illustri e noti, nessun politico o alto prelato prenderà posizione contro i "banchieri di dio".
       Veniamo ora alle domande che secondo me occorre porsi e tentare di dare loro una risposta:
    1. Che cosa è il denaro e cosa rappresenta?
    2. Chi emette il denaro?
    3. Cosa dà valore al denaro?
    4. Ma che cosa è il "valore"?

  •    Tentiamo ora di darci delle risposte.
  • Che cosa è il denaro e cosa rappresenta?
  •    Non essendo io un economista esperto, tento di fare appello al buon senso. Secondo me occorre considerare due aspetti del "che cosa è il denaro":
    il primo è che il denaro è il simbolo del valore delle cose, che non sta nel denaro stesso quindi, ma attenzione perché questo è molto importante, nelle altre cose;
    il secondo è che il denaro è, o meglio dovrebbe essere l'unità di misura del valore delle cose.
       Questo secondo aspetto già crea un interrogativo serio, al quale dobbiamo dare una risposta pressante. Tutti i sistemi di misura "seri" hanno unità di misura stabili nel tempo. Una volta definito che cosa è e quanto sia lungo il metro, del sistema metrico decimale, o il pollice del sistema anglosassone, ci si preoccupa addirittura di conservarne dei campioni a temperature definite e stabili affinche l'unità di misura non fluttui al variare delle condizioni ambientali. Sarebbe un bel caos un metro che varia la sua "quotazione" di giorno in giorno!
       Cosa succede invece della moneta, unità di misura del valore delle cose?
       Esso varia quotidianamente. Ci dicono che i prezzi delle cose variano a seconda della scarsità delle merci e della richiesta delle stesse. Questo in parte è vero ma non perché sia una legge naturale. Questa cosa è vera perché chi maneggia il denaro diventa avido e si approfitta dello stato di bisogno, ma il valore intrinseco delle cose, essendo nelle cose appunto, non può variare al variare delle condizioni di richiesta e scarsità. Il mio prodotto pane, a parità di unità di misura, il chilogrammo (o la libbra o quel che volete voi) che come abbiamo visto sono stabili nel tempo perché chi ha ideato il sistema metrico decimale (o quello anglosassone) ha pensato prima di tutto alla stabilità delle unità di misura, ha lo stesso identico valore nutritivo costante nel tempo.
       Se il prezzo del mio chilogrammo di pane sale, è soltanto perché l'unità di misura che serve per misurare il prezzo non è stabile, ma scende in continuazione. Questo fa parte del trucchetto ideato migliaia di anni fa in quella nascita della nostra civiltà sorta ad Ur di Caldea.[6]
       All'inizio, quando le monete erano per lo più in metalli preziosi, i furbacchioni ne grattavano il bordo, per coniare altre monete. Ma le monete preziose, perdendo peso, e aumentando di numero, perdevano nel contempo valore. Poi via via hanno inventato strategie diverse per truffarci. Oggi che le monete sono diventate virtuali, cifre scritte su dei computer, senza riserva aurea o altre garanzie sul loro valore, possono fare tutto ciò che vogliono.
       Chiunque voglia rendersi conto della verità di questo giochino ideato per dominare e conquistare il mondo intero, basta che faccia caso alle monete che sono da molto tempo in circolazione. Il dollaro o la lira appena prima che andasse in pensione per lasciare il posto all'euro. Domandiamoci questo. Succede mai che una moneta, nei tempi lunghi, aumenti il suo potere d'acquisto?
       Mai.
       Succede sempre il contrario. Una svalutazione continua.
       Fate un paragone, ad esempio, su cosa si poteva acquistare, ai tempi di George Washinghton con 1'000 dollari e che cosa si può acquistare oggi.
       Oppure il prezzo di un'automobile in lire nel 1940, o un appartamento nel 1960, e lo stesso prezzo delle stesse cose nel 2001, prima dell'avvento dell'euro.
       Non c'è da rimanere a bocca aperta?
       Perché tutti noi accettiamo come "normali" cose del genere, ma ci metteremmo a ridere di un metro che accorcia la sua lunghezza col passare del tempo per usura? Ironia della sorte o sapiente gioco di semantica, il termine "usura" significa deterioramento dei materiali e sfruttamento dell'uomo sull'uomo per mezzo del danaro.
       È così che continuano a fregarci, da migliaia di anni e noi continuiamo a far collezione di moneta che giornalmente si svaluta.
       È possibile che siamo tutti così stupidi?
  • Chi emette il denaro?
  •    Proprio ponendosi questa domanda per la prima volta ci si rende conto di quanta disinformazione ci sia attorno alla questione monetaria.
       Io stesso e tutti quelli a cui ho rivolto questa domanda, siamo rimasti perplessi. Si cerca di frugare nella nostra mente, alla ricerca di improbabili nozioni scolastiche, poi quasi tutti farfugliamo un ...mah, la Zecca di stato, credo...
       Poi, quando si comincia a documentarsi su internet, magari su
    http://www.sovranitamonetaria.org/
    oppure su
    http://www.signoraggio.com/
    o http://www.marra.it
    o ancora http://www.italianiliberi.it/
    si finisce per scoprire che ad emettere il denaro sono le banche private. Come non restare allibiti a questa notizia?
       Scava e cerca, si scopre che al massimo la Zecca stampa le monetine, centesimi ed euri, il cui costo di produzione supera il valore di facciata. Che è come dire che è una impresa in perdita, per cui quei signori furbacchioni la accollano agli stati, cioè alla comunità, ovvero noialtri fessi.
       Perché invece, quell'altra faccenda, di stampare banconote, il cui costo tipografico è irrisorio rispetto al valore di facciata (figuriamoci la banconota da 500 euro, che costa come quella da 5 a stamparla; effettivamente i personaggi di cui stiamo parlando non sono davvero stupidi, economicamente parlando), ci pensano loro, cioè le banche private.
       E ne intascano gli utili.
       Utili che tecnicamente si chiamano "signoraggio", termine sul quale non mi dilungherò, dato che chiunque può verificare da solo questa parola dandola in pasto al motore di ricerca su internet.
    GrandeRothschild    Quasi in sordina, tra parentesi, possiamo aggiungere che in era euro, il signoraggio va alla BCE (Banca Centrale Europea) composta non solo dalle banche S.p.A. dell'area euro, ma anche dalla banca d'Inghilterra, la quale non ha aderito all'euro, ma ci guadagna lo stesso.
       Ma le vere beffe di questa storia sono che la moneta stampata e creata dal nulla dalle banche, viene prestata agli stati con interesse (la moneta nasce "debito pubblico"); e, ciliegina sulla torta precedente, le banche scrivono i proventi del bussiness del "signoraggio" in passivo nel loro bilancio. Questo costituisce la più colossale e globale evasione fiscale, doppia[7], della storia. Ma siccome giornalisti e politici sono al soldo di questi "banchieri di dio", di tanto in tanto parte sui media una campagna contro i piccoli lavoratori autonomi, additati come "evasori fiscali", quasi a voler dare la colpa a loro del debito pubblico, che, come abbiamo visto, invece è da ascriversi a questi furbacchioni che si tramandano la loro furberia, di padre in figlio, da millenni. Tutti i piccoli autonomi riuniti insieme, non credo che ce la farebbero ad evadere una cifra così colossale come quella dovuta a questa maxi truffa.
       Mai sentito niente di tutto questo sui media?
       Fino a che non avremo una moneta emessa dallo stato che si riappropria della sovranità monetaria, non si parli più, dunque, di "democrazia", che è una utopia che non può esistere in un mondo siffatto.

  • Cosa dà valore al denaro?
  •    Fin dagli anni settanta (accordi di Bretton Woods) non esiste più riserva aurea a garanzia del denaro emesso dalle banche. Siccome le banche, o meglio i grandi banchieri, fanno tutto ciò che pare loro, altrimenti non staremmo qui a dire che essi sono i veri padroni del mondo, esse emettono denaro in proporzione ai depositi bancari di noi allocchi, ma in una proporzione di 10, forse 100 a 1. Il che significa che se tutti noi, spaventati da questa notizia corressimo a ritirare i nostri risparmi, le banche non avrebbero sufficiente contante per ridarceli e chiuderebbero come hanno fatto di recente in Argentina.
       Non è una specie di truffa questa?
    IsolaNaufraghi    Ma avete mai sentito di banchieri in galera per truffa?
       Se però io, o voi, emettiamo un assegno a vuoto, anche di modesta entità, per comprarci qualche cosa, commettiamo un reato penale.
       Forse nel mondo dei banchieri di dio denaro, se si deve truffare, per farla franca, bisogna pensare in grande: pare che più la truffa sia grande, più facile sia uscirne indenni. Ricordate la storiella sopra delle crisi creditizie dei cereali e dei "perdoni periodici". Così va il mondo. Il mondo dei banchieri di dio denaro.
       Ma per tentare di rispondere alla domanda di questo paragrafo, "cosa dà valore al danaro", visto che dietro di esso non c'è riserva aurea, non c'è nulla, al punto che verrebbe da pensare che le banconote che noi continuiamo a credere denaro, moneta, contante, sia carta straccia, e di fatto lo è, se non ci fossimo noi ad accettarle in pagamento del nostro lavoro.
       Il trucco e la soluzione sono qui. Come anche la risposta alla domanda. Siamo noi buoi, animali, schiavi, costretti ad una vita da schiavi, che diamo valore alla carta straccia, moneta stampata dai banchieri di dio, accettandola.
       Non so se riesco a spiegarmi bene, in modo comprensibile a tutti, circa quanto vado raccontando sul denaro, il valore e la truffa legate a tutto questo. In ogni caso, chiunque sia stato in qualche modo, almeno incuriosito dall'argomento, può approfondire nei siti citati, o cercando con Google. Esistono addirittura fumetti da scaricare gratuitamente che spiegano semplicemente come funziona la truffa. Il più famoso ed esauriente è senza dubbio l'Isola dei naufraghi.

  • Ma che cosa è il "valore"?
  •    Personalmente credo che il valore stia nelle persone e non nelle cose. Sicuramente il valore NON sta nel denaro. Esso è solo un simbolo del valore.
       Ma c'è comunque qualcosa che suona male, che stona in questa misteriosa (per noi, non per loro) faccenda del denaro.
         Se, come abbiamo detto, il denaro è anche una unità di misura del valore stesso, come il metro è l'unità di misura dello spazio, come mai nessuno che necessiti di uno spazio, un appezzamento di terreno, poniamo per costrurvi la sua casa, o un magazzino per le sue merci, non fa collezione di metri, di unità di misura dello spazio, ma tutti fanno collezione di denaro?
       L'ambiguità si gioca sul fatto che si è per millenni instillata l'idea che il valore stia nel denaro stesso. Cosa che non è. Come abbiamo visto oggi più che mai il denaro è carta straccia, e il valore che rappresenta è volatile.
       Ma allora perché abbiamo bisogno di loro per stampare quella carta straccia?
       Perché gli stati sovrani devono pagare ai banchieri di dio, il denaro che stampano, come se questo avesse un valore effettivo?
       Perché gli stati non possono stamparselo da se', azzerando in questo modo il debito pubblico?
       A questo punto tirerebbero in ballo gli economisti, i quali, a meno che non fossero gli stessi, onesti, interpellati da Capra[8], spigherebbero a noi bambini stupidi che non si può stampare quanto denaro si vuole, perché si finirebbe per arrivare all'inflazione (= troppo denaro in circolazione[9]), ci stordirebbero a suon di grafici e teorie sui cicli keynesiani dell'economia, fino a che saremmo così confusi da non capirne più nulla, disposti a lasciare le cose come stanno, lasciando i tecnocrati banchieri a manovrare l'economia, perché soltanto essi lo sanno fare, lo fanno da millenni.
       Tutte le "regole" e gli assiomi di questa bizzarra economia che non svolge il suo ruolo di sfamare i figli degli uomini, le hanno inventate quei farabutti dei banchieri di dio. Se vogliamo trovare il modo, il sistema per uscire da questa situazione dobbiamo allontanarci dai soliti noti schemi di pensiero. Dobbiamo guardare le cose come se venissimo da un altro pianeta, da un'altra galassia.
       La prima cosa che domanderebbe l'ipotetico alieno, dopo essere stato fra noi tato da poter capire cosa stiamo facendo, sarebbe:
    «Perché vi date così tanto da fare per collezionare quelle figurine colorate che chiamate denaro, se sapete che perdono valore nel tempo? Perché non trovate un altro modo di misurare il "valore", magari con una misura che sia stabile?»
       In molte realtà locali si sta sperimentando una moneta alternativa chiamata SCEC acronimo di "sconto che cammina".
       Non so se questa sia la via per spezzare le nostre catene. Di certo questa cosa sembra dare fastidio ai banchieri.
       La civiltà che abbiamo sviluppato, ma io preferisco dire "che ci hanno imposto", è centrata sul denaro e non sulle persone. Da questa premessa non può venire nulla di buono per l'umanità. Arriva sempre il momento in cui si è costretti a scegliere fra l'una e l'altra cosa. Molti di noi, probabilmente la maggior parte di noi, tra denaro, ricchezza e persona umana, non avrebbero dubbi a schierarsi in difesa della persona rimettendoci in denaro e ricchezza. Ma chi ha inventato questo sistema economico basato sul denaro ed i suoi discendenti che lo portano avanti tenendo in mano le redini di questo sistema e del mondo, sicuramente fa la scelta opposta, adducendo come scusa "cause e motivi superiori", per i quali i singoli individui sono sacrificabili.
       La cruenta storia passata di guerre e rivoluzioni lo dimostra. Guerre e rivoluzioni in cui popolo, sovrani ed eserciti ci rimettono sempre. Gli unici a guadagnare da queste cose, sempre, sono i soliti banchieri padroni del mondo. Da notare che per commettere tutte le porcherie che la storia ci tramanda, non ultime la seconda guerra mondiale e il genocidio di massa dei campi di sterminio, sono occorsi finanziamenti, i quali sono giunti sempre dalla solita fonte dei finanziamenti, che non hanno così avuto scrupoli di sacrificare la loro stessa gente. "Il massacro degli ebrei, teorizzato nelle logge pangermaniche antisemite e realizzato da Hitler, non ne toccò l'aristocrazia che, anzi, ne fu la mallevadrice. Qui ci limitiamo ad annotare che i banchieri sinarchi Oppenheim, fra i principali sostenitori finanziari di Hitler che li dichiarò 'ariani d'onore', presenti in Germania dall'inizio del secolo (e tutt'oggi) disponevano di due uffici alla Reichsbank, erano consiglieri di Schacht e del filosovietico n.3 delle S.S. E.Kaltenbrunner e controllavano, secondo gli atti del processo di Norimberga, il deposito del denaro e dei gioielli che i nazisti avevano confiscato ai loro correligionari dopo il 1937[...]"[10]
       Molti sono convinti che occorra tornare all'oro come valore che sta dietro al danaro. Ma l'oro ci ha portato qui dove siamo ora; dobbiamo ripercorrere nuovamente tanti millenni di storia simile a quella trascorsa, per renderci conto che nemmeno l'oro ci salverà da questa schiavitù?
       Dopo aver preso atto di come stanno le cose, quale senso può avere che si litighi fra di noi di politica o, peggio, che ci si metta gli uni contro gli altri fra di noi? (autonomi contro dipendenti, italiani contro immigrati, bianchi contro neri) Stando così le cose la prima riforma da fare è in noi stessi: prendere coscienza e usare le nostre teste per pensare. Non essere, come siamo stati fino a qui, dei ripetitori di schemi mentali programmati da altri (loro, che pagano i giornalisti affinché "pensino" al posto nostro)
       La conoscenza ci renderà liberi. Sopratutto la conoscenza sociologica ed economica. Ma allora perché nel Libro che molti credono scritto da Dio in persona, la conoscenza è il frutto proibito?
       Rispondere a questa domanda mi ha sempre messo in imbarazzo, proprio come il famoso asino di Buridano, morto di fame, esitando perennemente fra due mucchi di fieno.
       Da un lato la conoscenza ci permette di decidere, di giudicare liberamente con la ragione, di volta in volta, caso per caso, liberi dall'influenza di chi SA qualcosa più di noi.
       D'altro canto, la conoscenza è figlia della corrente filosofica dello gnosticismo. Lo gnostico sa, è come dio: egli è dio. Questo lo mette al di sopra del bene e del male.
       E QUESTO È MALE! Questi sono LORO. Sono quelli che ci schiavizzano e ci dominano.
       Forse la conoscenza è un frutto proibito perché, e mi spiace dire una cosa che deluderà i fanatici religiosi, quel libro è stato scritto da alcuni uomini nell'intento di dominare tutti gli altri e di conquistare tutto il mondo in questo modo; proprio per questo la conoscenza deve restare condivisa da una cerchia ristretta di persone e le conoscenze più significative vengono trasmesse oralmente di padre in figlio.
       La conoscenza che ci renderà liberi quasi sicuramente si trova già dentro di noi; dobbiamo solo riscoprirla.
       Non a caso, l'articolo che ha scatenato questo mio desiderio di rendere noto quello che è davvero il nostro sistema economico e la nostra civiltà, aveva come titolo "riprendersi l'anima". Fintanto che resteremo attaccati a questo sistema basato sul denaro, la nostra anima non ci apparterrà. Non dimentichiamo l'antico detto che recita "il denaro è lo sterco del diavolo". Chi ha scritto il libro adorava quel dio unico che pare stia per piombarci sul capo entro il 2012: la moneta unica mondiale.
       Dopo questo ultimo atto, punto di arrivo di quella strategia nata ad Ur di Caldea, potremo ancora redimerci?

       Sì, direi di sì. A patto che si rifondi su nuove basi la nostra cultura:
    1. Prima di tutto una morale centrata sull'uomo per l'uomo -l'uomo comune, non l'uomo/dio/banchiere/padrone del mondo-, e non calata dall'alto da un improbabile Dio immanente che ha delle preferenze su un popolo fra tanti, al quale avrebbe "promesso" il mondo intero e la schiavitù di tutti gli altri figli suoi.
    2. Su questa nuova etica centrata sull'uomo, si devono creare tutte le altre scienze, compresa l'economia. Al contrario di come stanno ora le cose nella nostra cultura, dove la morale soggiace agli imperativi dell'economia, e gli atti immorali rientrano nelle "cause di forza maggiore" o nel "fine giustifica i mezzi".
       Sembrerebbe una ricetta molto semplice, troppo, per salvarci. Ma chi ha detto che la complessità ci salverà?
       Dobbiamo smettere di fingere che la furberia, sola capacità in grado di assicurare il successo nella nostra economia, si situi in un limbo sospeso fra gli atti morali e quelli che non lo sono.
       Scienza, economia, ecologia, eccetera devono essere al servizio dell'uomo e non viceversa. Alcuni vorrebbero che l'uomo fosse addirittura al servizio degli animali, animale egli stesso, tanto che è stata varata dall'ONU, organismo massonico, una Carta dei diritti degli animali, sulla falsariga dei Droits de l'Homme, dove i diritti dell'uomo passano in secondo piano rispetto a quelli degli animali.[11] Per restare in Italia, il WWF vorrebbe pretendere che il culto dei morti, segno riconosciuto storicamente come indice di civiltà, venga completamente rivisto, anzi annullato e dissacrato. "Per Pratesi, il cadavere (anzi: la carcassa umana) non è che concime di cui si dà la lista degli elementi [...]Si scaglia contro le casse da morto (occorre legno per costruirle), contro i cimiteri (terra iperfertilizzata in cui vegetano crisantemi e cipressi)[...] Si poterbbero adoperare i carnai [...] per alimentare i rapaci [...] 'in vista del passo estremo di portarsi in un luogo ricco di carnivori e lì attendere la morte' [...] 'Una alternativa (come ha suggerito l'ecologa Laura Conti) potrebbe essere creare scatolette di cibo per cani e gatti in cui la carne umana sostituisca quella di altri animali".[12]
       E ancora, prosegue l'autore su questo stesso tema, quasi alla fine dl volume:
       Mentre le carni inscatolate dei vostri genitori e parenti saranno divorate da cani e gatti, voi seguirete compunti le esequie di uno scarafaggio.[13]
       Giudicate voi a quale punto ci ha condotti la "civiltà" del denaro!
       La stessa ecologia sembra necessaria soltanto nella nostra cultura predatoria, in quanto, in tutte le altre il problema non si poneva nemmeno. Tutti quelli che abbiamo presuntuosamente chiamato "selvaggi", sapevano molto bene che distruggere l'ambiente in cui si vive è altrettanto stolto quanto cibarsi dei propri figli, fare i propri bisogni o gettare i morti nella pozza dalla quale si trae l'acqua da bere. I nostri contadini spargono pesticidi tratti dal petrolio sul cibo che mangiano essi stessi.
       Praticamente tutto ciò di cui ci nutriamo è stato avvelenato. Cereali, frutta e verdura, latte e carne di allevamento sono contaminati da fitofarmaci e pesticidi derivati dal petrolio. Questi ultimi sono ormai penetrati nel terreno contaminando le falde acquifere. Le piogge hanno trascinato questi veleni nei fiumi, che li hanno scaricati nel mare. Per non parlare dei rifiuti chimici industriali, che seguono lo stesso percorso. Anche i pesci li hanno assorbiti. Il terreno stesso è avvelenato e impoverito da coltivazioni intensive e ripetitive. L'atmosfera non è meno avvelenata del terreno e dell'acqua. Tutto ciò che vive sul pianeta è stato lordato grazie alla nostra stoltezza. Gli agricoltori non sono più padroni delle sementi per ripartire con nuovi cicli di coltivazione come facevano un tempo, quando erano autosufficienti.
       Esistono parole diverse da "stupidità" per definire questo comportamento?
       Quello che più mi stupisce, è che gli ideatori di questo abominio, che noi abbiamo subito impotenti, quei banchieri di dio dei quali si parla qui, respirano la stessa aria, bevono la stessa acqua, mangiano gli stessi cibi che sono destinati a noi, a meno che si riforniscano su altri pianeti, ed hanno ideato loro questo mondo.
  • [1]Citato da Claude Levi Strauss in Tristi Tropici, edizione Saggiatore, Milano 2004, pag.379-380.
    [2]In realtà il nome Iraq è molto recente. Si tratta comunque del luogo geografico ben definito fra il fiume Tigri e l'Eufrate. Il luogo biblico del Paradiso terrestre. Come non notare che da lì inizia il racconto della Bibbia, o Thorà? Come non notare che da Ur di Caldea [vedi nota 6] è iniziata la storia della cultura occidentale come la conosciamo oggi? [Nota del redattore del sito.]
    [3]http://groups.google.com/group/centrofondi?hl=it
    [4]Poveracci è la definizione di Claude Levi Strauss op. cit., trovandosi di fronte a culture "primitive" dell'Amazzonia, che tutto sommato vivevano nel secolo scorso di stenti (grazie a noi).
    [5]Vedi nota 3.
    [6]Claude Levi Strauss op. cit. "[...]si riconosce un quadro naturale dell'uomo, quello nel quale da Ur di Caldea fino alla Parigi di Filippo il Bello, passando per Roma imperiale, si è lentamente formato ciò che noi chiamiamo civiltà." pag.140
    [7]L'evasione è doppia in quanto in primo luogo non vengono pagate le tasse su di un utile colossale derivate dal signoraggio; in secondo luogo, scrivendo queste cifre in passivo nel bilancio, la cifra viene scalata ancora agli attivi di bilancio di altre fonti.
    [8]Fritjof Capra Il punto di svolta Feltrinelli Milano. La conclusione degli economisti di cui non ricordo il nome, è che essi non sanno più cosa insegnare nelle facoltà di Economia.
    [9]Il fatto che ci sia la crisi, e che tutti noi si sia quindi in difficoltà, testimonia invece, che siamo nella situazione opposta: poco denaro in circolazione, cioè "deflazione".
    [10] Epiphanius Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia Editrice Ichthys pagina 297 nota 354.
    [11]Ibidem.pagina 388 e Appendice pag.736.
    [12]Ibidem pag. 392.
    [13]Ibidem pag. 738.

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