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Debito, crisi, denaro, guerre, Nuovo Ordine Mondiale...

La proprietà letteraria degli scritti riportati in questo sito è di Claudio Chicco, Via Rivalta, 3/b BEINASCO (TO), il quale ne permette la citazione di brani, citando fonte ed autore e NON ne permette il SUNTO, se non in una versione concordata con l'autore. Per questo fine usare l'apposito form " contatti". Gli articoli pubblicati nel sito possono essere non attendibili. Non mi assumo alcuna responsabilità per contenuto degli articoli di altri autori. La responsabilità dei testi e del loro contenuto è unicamente dei rispettivi autori. Eventuali commenti postati sono a responsabilità di chi li ha postati.
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Novità       -Giovedì 18 settembre 2008: sciopero del pane -

         Eccolo lì: proprio mentre andavo dibattendo, fra me e me, e con alcuni corrispondenti, ma più che altro su queste pagine del sito, sul luogo comune ormai permeato fra i fruitori di televisione -non a caso intitolavo "arma finale" la scheda sulla "macchina del pane"- che è il panettiere il vero nemico del popolo, l'affamatore, il farabutto: facciamogliela vedere, predica il giornalista di turno dalla "semplice skatolen": oggi non compriamo il pane, così impara!
          Farabutto e affamatore il panettiere lo è sempre stato. Già nei Promessi sposi viene raccontata questa vicenda del 11 novembre 1628 (chissà perché nel tempo si è cambiato giorno?), il giorno di S.Martino, in cui il popolo, finalmente, proprio come oggi, decide di farsi giustizia e dare l'assalto ai forni.
          Del resto è recente l'uscita di Romano Prodi che i fornai dovrebbero accontentarsi della "crescita" [1] come una volta:

         "Prodi lo ha chiarito con un esempio: ha ricordato la propria infanzia, «quando, dal fornaio, per un quintale di farina si riceveva un quintale di pane. E il guadagno del panettiere era la farina risparmiata, utile per nuovo pane».
      Ad aver cambiato comportamento dunque è il fornaio, oggi divenuto sinonimo di distribuzione e di onerose intermediazioni con il cliente finale." [2]

         Siccome ai nostri tempi la statistica sembra farla da padrone, dato che sono in tanti a dare addosso a noi fornai, mi viene quasi il sospetto che abbiano ragione loro.
          Sarà difficile che Prodi legga le pagine del mio sito, e, anche se ci capitasse per caso, trascinato da qualche improbabile ricerca di Google, sono sicuro farebbe finta di niente, ma vorrei lanciargli comunque una sfida: scambiamoci pelle per un periodo di tempo; lui viene qui e si contenta della "crescita", facendo la vitaccia mia notturna e diurna, e io mi contenterò delle sue entrate e del suo pesante lavoro!
          Vedremo così, se in questa mia pelle, continuerà nella convinzione che ci si può restare per quarant'anni prima di avere la pensione.
          Ma è consolante sapere che il governo precedente ha lavorato bene per arginare la grettezza dei panettieri,

       "Le linee guida del Governo per combattere i rincari saranno due: una maggiore concorrenza e controlli più numerosi.
      «È per evitare queste speculazioni che abbiamo stretto accordi con la grande distribuzione: per regolare i prezzi futuri dei beni di prima necessità - ha sottolineato Prodi - e, per lo stesso motivo, è stata liberalizzata l'apertura di panifici». Ne sono nati un migliaio, secondo i dati di Palazzo Chigi, e il risparmio per gli italiani sarebbe intorno ai 2 miliardi di euro." [3]

         Questo è davvero un dato interessante e soprattutto facilmente rilevabile, che gli italiani abbiano risparmiato addirittura 2 miliardi di euro grazie all'apertura di nuovi panifici. Ma come fanno ad inventarsi simili panzane? Ma, sopratutto, chi se le beve?
          Intanto, aprire un migliaio di panifici, sarà costato, a quelli che li hanno aperti, almeno € 100.000,00 ciascuno. Poi bisogna vedere se sono sopravvissuti economicamente, visto che i vecchi panifici tendono a chiudere. Anzi dal nostro osservatorio, questa sembra essere la tendenza generale: i piccoli commercianti stanno scomparendo, perché non ce la fanno a sopravvivere, assediati dalla grande distribuzione e dai costi di gestione sempre più cari, per le energie, le varie leggi sulla sicurezza, le spese di contabilità, l'affitto dei locali, l'acquisto di macchinari ed attrezzature. [4]
          Un piccolo quesito è d'obbligo. Di questo passo, spingendo le cose in questa direzione, visto che molti piccoli "bottegai" non ce la fanno e sono costretti a chiudere, quando rimarranno solo i grossi centri commerciali, come faranno gli anziani senza auto a recarvisi?
          Se è vero come dice il mio amico del mio piccolo blog

"è vero che l' aumento avvenuto negli ultimi tempi sul prodotto finito ( dai 20 ai 50 cent al chilo) in fin fine incide pro capite si e no 20 euro all'anno ( voglio esagerare).",

e io credo sia vero, allora perché tante parole, tanto baccano intorno al pane?
          La risposta è molto semplice: deviare l'attenzione dai problemi reali, verso degli "spaventapasseri". Tutto questo non succederebbe se ci abituassimo ogni giorno, su ogni piccola cosa a ragionare con le nostre proprie teste che la natura ci ha dato.
          Qualsiasi parola venga pronunciata dai mezzi busti della magica scatola, venga scritta sui giornali, oltre a sentirne il significato intrinseco, cerchiamo di domandarci: perché ci stanno dicendo questo? A chi giova che noi recepiamo questo messaggio?
          Perché queste belle faccie di mangiatori di mortadella e tortellini, e questi giornalisti che hanno venduto l'anima al diavolo, o a chi per esso, non ci spiegano come mai che il valore del denaro cala in continuazione, che il solo avvento dell'euro ha dimezzato le nostre ricchezze, i nostri risparmi, il nostro potere d'acquisto del 50%? Perché è quello il vero problema, il gioco del denaro che dura da millenni e non ce ne accorgiamo perché siamo emotivamente spinti a prendercela con i fornai, che come tutti, cercano di sopravvivere, di tenere la testa fuori dal liquame per poter respirare, come tutti.
          Un'altra delle loro strategie di cui si servono in questo gioco mediatico di controllo mentale, è il vecchi trucco di metterci gli uni contro gli altri. Il divide et impera degli antichi romani.
          Sinistre e destre, non ha importanza, tanto son tutti uguali e servi degli stessi padroni, i banchieri, hanno usato spesso questo cavallo di battaglia: "gli autonomi, sono i vostri nemici" dicevano e dicono ai lavoratori dipendenti; "gli operai sono i vostri nemici", dicevano e dicono altri pagliacci ai lavoratori autonomi.
          Sarebbe ora che ci risvegliassimo dal nostro torpore millenario, come auspica Marcello Pamio negli articoli sul suo sito,

      "Di una cosa però in tutto questo scenario i Burattinai non hanno tenuto conto: tale crisi sistemica dei mercati e delle finanze, pur se controllata, avrà sempre la funzione pedagogica di far prendere coscienza a molte persone di tutto questo Sistema e anche delle possibili soluzioni.
          Coscienza che il Sistema è in metastasi e che non potrà quindi avere una vita lunga con le cure allopatiche odierne: iniezioni di liquidità, stampa di moneta, chirurgia bancaria, ecc.
          Coscienza che il denaro è un mezzo e non un fine, e che possiamo acquistare (merci e prodotti) SOLO perché NOI lo accettiamo (il denaro). Un pezzo di carta, uno "Sconto che cammina", uno Scec, ecc. hanno lo stesso valore del denaro: basta accettarli!
          La vera guarigione avverrà nel momento in cui si passerà da un Sistema centrato nel dio denaro e nel potere dell'uomo sull'uomo, ad un Sistema dove invece è l'Uomo al centro e il collante l'Unione e la Solidarietà." [5]
      

         Quando comprenderemo che noi, lavoratori, di qualsiasi tipo, siamo in tanti ed autosufficienti; bastano le nostre mani ed i nostri cervelli a sostentarci, mentre loro sono in pochi e ci trattano tutti quanti come loro schiavi. Ma dobbiamo usarli i nostri cervelli: la parola "democrazia", la parola "uguaglianza", la parola "libertà", così spesso sulle labbra degli 'aizza popolo' di turno, dove l'avete mai vista applicata realmente? Sicuramente non su questo pianeta.
                L'uomo è un animale culturale se produce cultura, non se si limita a replicare schemi e luoghi comuni, visti in televisione o letti sui giornali. Per carità, va bene anche guardare la televisione e leggere i giornali, se si riesce a vincere la ripugnanza, l'idiosincrasia che personalmente me ne tiene lontano, purché poi si rielabori ciò che si è visto e letto con la propria testa.


      Note:
       [1]Si intende per "crescita" del pane, l'umidità residua dopo la cottura, che mediamente si aggira intorno al 20-30%, a seconda dei formati. L'umidità consentita è disciplinata per legge dalla n°.580 del 1967. Ho riportato con esattezza i limiti della legge nella scheda sulla macchina del "pane".
       [2]Da Il Sole 24 ore del 18 settembre 2007. Si vede che questa data è diventata una ricorrenza, come la festa della donna, il giorno della memoria, ecc. il giorno dello sciopero del pane, affinché l'umanità italiana sia informata su ciò che succede davvero in questo nostro sporco mondo.
       [3]Ibidem.
       [4]Non sento mai nessuno parlare del fatto che, tra le altre cose, il commerciante, il "bottegaio", fa l'esattore non retribuito dell'IVA per conto dello stato. Lo deve fare con l'esattezza al centesimo a suo rischio e pericolo e farlo è costoso. Tutto costa, se vien fatto da altre categorie, ma il panettiere dovrebbe far il suo mestiere in perdita, contentandosi della crescita.
       [5] http://www.disinformazione.it/crack_bancari.htm


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