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Senilità

TripAdvisor, o, ancora Qualità

Mercoledì 30 settembre 2016
   Mi sono imbattuto per puro caso su TripAdvisor.
Si trattava, quest'estate, di cenare fuori, per un festeggiamento privato, mia moglie ed io, due vecchi esercenti questo panificio. Dove andare, visto che ci trovavamo in località di villeggiatura?
    Chiediamo ai figli. Visto che la famiglia è grande e l'imperativo è essere sempre tutti in contatto con tutti, abbiamo dovuto, anche se "vecchi", imparare ad affidarci alla tecnologia: intendo telefoni collegati ad internet, "WhatsApp", eccetera. I figli hanno creato un gruppo WhatsApp che comprende tutti i membri della famiglia, così, ogni cosa che scriviamo là diventa immediatamente nota a tutti i membri del nostro "clan" parentale.
   Lanciato il problema del dove andare a cenare, la risposta è immediata e all'unisono: cercare su TripAdvisor!
   Anziani tecnologici sì ma non esageriamo! Mentre ancora stiamo affrontando il problema di cercare come ci è stato insegnato, già arrivano le risposte loro con i "link" ai ristoranti trovati in zona, link che verifichiamo poi, con i tempi degli anziani, sia pur tecnologici. Per noi il problema principale era sapere dove andare, la mappa per arrivarci, e già questo...
   Le recensioni del ristorante sono buone, dunque telefoniamo e andiamo.
   ...e abbiamo mangiato bene! "Allora funziona" questa faccenda. E subito l'idea: perché non metterci anche noi su TripAdvisor?
   "Già fatto", risponde una delle figlie, mentre contemporaneamente arriva il nostro link.
   Ma come fanno?
   Meglio non domandarselo, per non sentirsi troppo emarginati, come vorrebbe il sistema...
   ...e sorpresa, un commento sgradevole!
   Lo riporto per intero, perché, se si parla di qualità , mi sento chiamato in causa, proprio io che ho scritto un lungo articolo sulla "Qualità" dei prodotti da forno, dei nostri prodotti. Io che ho "studiato" a lungo, rileggendoli più volte, sottolineando i passi salienti, i due libri di Robert Mainard Pirsig, l'unico studioso, che io sappia, che si è occupato della Metafisica della Qualità:    

"Panetteria con ampia scelta di pane e grissini artigianali... ampia scelta anche di pizza e discreta scelta anche di prodotti di pasticceria con annesso piccolo mini-market... da apprezzare l'impegno e i prezzi ragionevoli... la qualità invece purtroppo è nella media... nulla di trascendentale... "

   Avrei voluto rispondere direttamente a Marco G., ma la cosa è troppo complicata dal fatto che la registrazione della nostra azienda non è stata fatta da me e devo passare attraverso i figli. Perciò rispondo qui.
   Intanto alcune considerazioni di ordine generale. L'idea iniziale dei clienti che fanno recensioni non è malvagia e, generalmente funziona: laddove ci sono molte recensioni buone, ci sono buone probabilità che ci si trovi bene. Lo dico sopratutto per i ristoranti, perché, se ci si pensa bene, per una panetteria, è difficile che ci si basi su TripAdvisor prima di comperare il pane! Direi che sarebbe insano farne un affare di stato, per spendere i pochi centesimi del "nostro pane quotidiano", anche se...
   Però l'idea iniziale positiva presta il fianco a speculazioni di concorrenza, nemici personali, raccomandati, amici degli amici e chi più ne ha più ne metta, a inficiare l'ipotesi buona di partenza.
   Qualche cosa non mi suona bene: noi esercenti siamo lì con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, mappa per raggiungerci...i recensori sono nascosti sotto una sigla, irraggiungibili, incogniti...
   Ma caro Marco G, grazie di esserti interessato a noi. Ci parli di "... qualità invece purtroppo è nella media...", ma a cosa ti riferisci? Quale ideale hai in mente quando parli di qualità dei prodotti di un panificio?
   D'accordo bisogna essere succinti, sintetici, sopratutto in un mondo, come la rete, dove la realtà cambia continuamente, sotto i nostri stessi occhi, però...
   L'idea della realtà che cambia sotto i nostri occhi, la stessa storia che viene continuamente riscritta , oltre a Facebook, mi fa venire in mente il "1984" di Georges Orwell: non è un bel pensiero.
   È frustrante vivere in un mondo siffatto.
   Noi artigiani viviamo in un buffo paradosso: 40/50 anni ad imparare con difficoltà un mestiere di panettiere, pasticcere, cuoco, e arriva un...diciamo "utente", che non sa nulla dei nostri problemi, delle nostre difficoltà a svolgere al meglio il nostro lavoro, che sicuramente NON HA i nostri 40/50 anni di esperienza nel settore, il quale si sente in diritto di bollarci con un lapidario, non spiegato, laconico "qualità nella media".
   Mi starebbe bene tutto se non avessi usato, Marco G, la parola "Qualità !
   Sintetizzo dai due libri del Pirsig. Tutti sanno cosa è la Qualità , tuttavia è impossibile definirla!
   Eppure nei suoi due libri ha tentato di farlo. La Qualità è nell'oggetto, ma anche in chi lo fa.
   La Qualità è "tenerci a quello che si fa". Come se lo facessi per te stesso, per i tuoi figli, nel miglior modo che conosci, con, nel nostro caso, le materie prime migliori.
    Mi verrebbe da dire, parafrasando i nativi americani, che fare le cose di qualità è come "essere sul sentiero di guerra", come se fosse in gioco la nostra stessa vita in base a quello che facciamo. E non, come ricorda R. M. Pirsig, quei meccanici che riparano la motocicletta al suono di una radio a tutto volume, in attesa di finire il proprio turno lavorativo.
   Noi panificatori non abbiamo armi contro un Antonio Banderas che ci scimmiotta dal suo mulino. Probabilmente molte delle nostre clienti più affezionate si lascerebbero attrarre dal suo fascino. Ma può il prodotto industriale che Banderas è pagato per reclamizzare, avere la stessa qualità del nostro prodotto (confezionato con amore e passione) artigianale?
   Possono le sue "focaccelle" industriali essere come le nostre (qui mi riferisco "nostre di Teresa a me") essere confezionate con olio extravergine di oliva? La pubblicità recita solo "senza olio di palma"(!?).
   Qualità significa che si conserva a lungo, che è fresco di oggi, croccante, morbido, saporito...come si vede la Qualità ha caratteristiche antitetiche, ecco il motivo della impossibilità di una sua definizione.
   Noi artigiani non abbiamo armi contro recensori che si improvvisano tali, frettolosamente, della serie "recensisco dunque sono, esisto, ci sono anche io!".
   Rimane solo, per concludere, da dire che, spesso, i critici sono artisti mancati, senza talento per nulla e da questi vengono spesso gli insegnamenti più severi... Grazie Marco G, ma io esisto perché so fare delle cose e le faccio, le facciamo al meglio, per noi, per gli altri, per i figli, per i nipoti


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